• L'io e il cane
  • Un mare di cani
  • Giovanni Giacobbe Giacobbe

Giovanni Giacobbe Giacobbe si occupa professionalmente (ex Lege 23 Agosto 1993) della relazione tra uomo e cane, dal 1992 .

Ha dedicato la sua vita alla ricerca. Alla ricerca cinologica e cinotecnica, quanto alla ricerca interiore, attraverso questo caleidoscopio dell’animo umano, che il cane incarna. Presta collaborazione esterna ai Nuclei cinofili di Polizia Municipale e di Polizia di Stato di Palermo, oltre che avere rapporti di interazione con il Nucleo Cinofilo dei Carabinieri e della Guardia di Finanza del capoluogo Siciliano. Si occupa di cinotecnia a trecentosessanta gradi, prediligendo la modificazione comportamentale per i cani con disturbi del comportamento e problemi di aggressività, la preparazione per le prove di verifica zootecnica denominate IPO e la preparazione dei cani da Protezione Civile. E’ stato Consigliere di Collegamento tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e l’E.N.C.I. , per nomina Mi.P.a.a.F.

E’ l’ideatore del progetto : “Il cane : ‘a livella, da vivi..” , e dal 2000 si occupa di -giustizia riparativa- (trattamento rieducativo diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono da ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale) favorendo i percorsi di recupero di minori (e non) entrati nel circuito penale, attraverso le attività con i cani. Ad oggi aggiunge a questa attività l’idea di un “doppio recupero” , proponendo (insieme ai referenti dell’area penale minorile con i quali collabora) l’idea che una volta “formati” , i ragazzi del circuito penale possano portare il loro contributo attraverso i cani, nelle comunità per disabili intellettivo-cognitivo relazionali e fisici. 

Cattolico, praticante, Terziario Francescano, deve molte delle comprensioni della sua vita proprio all’insegnamento dei Frati Minori Rinnovati della Porziuncola di Palermo. Sposato, purtroppo separato, è padre di una bimba che ad oggi è tutta la sua vita.

Scherzando ama dire sempre “abbiamo tutti disturbi della personalità” e schernendosi con una frase di -direzione Monicelliana- si descrive dicendo di se stesso : “sono un quasi quarantaduenne in serena constatazione del mio nulla” , salvo poi aggiungere però “perché nulla di quanto facciamo affinchè gli altri lo vedano importa al Signore..”