• L'io e il cane
  • Un mare di cani
  • Giovanni Giacobbe Giacobbe

Giovanni Giacobbe Giacobbe si occupa professionalmente della relazione tra uomo e cane, dal 1992.

Ha dedicato la sua vita alla ricerca. Alla ricerca cinologica e cinotecnica, quanto alla ricerca interiore, attraverso questo caleidoscopio dell’animo umano, che il cane incarna. Nell'alveo della sua ferma volontà di un approfondimento cinologico che fosse suggellato da un percorso di matrice accademica, è divenuto Dottore in Scienze e Tecniche Psicologiche con una tesi dal titolo : "rassegna dei trattamenti farmacologici nei principali disturbi d'ansia e psicosi dell'uomo e del cane".  Presta collaborazione esterna ai Nuclei cinofili di Polizia Municipale e di Polizia di Stato di Palermo, oltre che avere rapporti di interazione con il Nucleo Cinofilo dei Carabinieri e della Guardia di Finanza del capoluogo Siciliano. Si occupa della dimensione cinotecnica a trecentosessanta gradi, prediligendo la modificazione comportamentale per i cani con comportamenti disfunzionali o disturbi del comportamento, la preparazione per le prove di verifica zootecnica e la preparazione dei cani da Protezione Civile. E’ stato Consigliere di Collegamento tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e l’E.N.C.I. , per nomina Mi.P.a.a.F. , membro, nominato in qualità di esperto, del tavolo tecnico sul randagismo al Ministero della Salute, per nomina del Sottosegretario alla Salute, ed incaricato della consulenza di studio e ricerca in materia di riordino legislativo su tutela degli animali e randagismo, all'ARS (Assemblea Regionale Siciliana).

E’ l’ideatore del progetto : “Il cane : ‘a livella, da vivi..” , e dal 2000 si occupa di -giustizia riparativa- (trattamento rieducativo diretto a promuovere un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono da ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale) favorendo i percorsi di recupero di minori (e non) entrati nel circuito penale, attraverso le attività con i cani. Ad oggi aggiunge a questa attività l’idea di un “doppio recupero” , proponendo (insieme ai referenti dell’area penale minorile con i quali collabora) l’idea che una volta “formati” , i ragazzi del circuito penale possano portare il loro contributo attraverso i cani, nelle comunità per disabili intellettivo-cognitivo relazionali e fisici. 

Cattolico, praticante, vicino alla spiritualità Francescana, deve molte delle comprensioni della sua vita proprio all’insegnamento dei Frati Minori Rinnovati della Porziuncola di Palermo. Sposato, purtroppo divorziato, è padre di una bimba che ad oggi è tutta la sua vita.

Scherzando ama dire sempre “abbiamo tutti disturbi della personalità” e schernendosi con una frase di -direzione Monicelliana- si descrive dicendo di se stesso : “sono un uomo in serena constatazione del mio nulla” , salvo poi aggiungere però “perché nulla di quanto facciamo affinchè gli altri lo vedano importa al Signore..”