Saggi > Saggi di Giovanni Giacobbe dell'anno 2014

"Pių tutele per gli animali domestici" Ferrandelli presenta disegno di legge

"Anche alla luce anche dei recenti fatti accaduti al canile municipale di Palermo, ho se l'esigenza di aggiornare la legge regionale per la tutela degli animali domestici e d’affezione e la necessità di adeguare il sistema normativo in materia di prevenzione del randagismo alle leggi nazionali e comunitarie”. Queste le dichiarazioni di Fabrizio Ferrandelli deputato Pd all'Ars e segretario della commissione Territorio e ambiente, che ha depositato il ddl “Norme in materia di tutela degli animali domestici e da affezione, prevenzione e controllo del randagismo e dei maltrattamenti. Modifiche e integrazioni alla Legge Regionale n.15 del 03/07/2000”.

“Un disegno di legge scritto a quattro mani con Giovanni Giacobbe, consulente Enci (Ente nazionale per la Cinofilia italiana) del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali precisa il deputato – che vorremmo sottoporre anche all'attenzione di tutte le associazioni animaliste per le eventuali modifiche e suggerimenti. Il nostro obiettivo è infatti quello di inserire il prima possibile il tema della tutela degli animali domestici all'ordine del giorno dell'Assemblea.

Gli animali – si legge nel ddl - non sono più visti come oggetti e strumenti completamente asserviti all’uomo, ma in quanto esseri senzienti, come sancito dal Trattato di Lisbonan del 13/12/2007, depositari di diritti e avvicinati al livello umano con un confine sempre più indefinito, nel quale tuttavia non venga meno la fondamentale esigenza di tutelare l’identità delle due specie e la loro coesistenza, attraverso il rispetto della biodiversità. Dunque il rapporto con gli animali domestici e da affezione viene improntato alla valorizzazione dei reciproci benefici psicosociali che ne derivano. L’esperienza maturata dagli operatori del settore, conferma la necessità di sviluppare un testo aggiornato e ben dettagliato di tutela degli animali domestici e da affezione, distribuendo le varie competenze in base alle risorse realmente disponibili.

“Tale adeguamento normativo – aggiunge Ferrandelli - consentirà alla Sicilia di diventare una delle regioni virtuose per il raggiungimento di alcuni obiettivi, tra cui la lotta al randagismo, la riduzione dei costi per i comuni che effettuano le sterilizzazioni, la lotta all'abbandono anche attraverso la formazione di figure professionali che supporti i proprietari
degli animali, e il contrasto all’evasione fiscale e all’abusivismo. Tra le novità previste dal ddl – continua il deputato – c'è l'istituzione da parte della Regione, presso l'assessorato all'Ambiente, del Saral, di una Commissione di coordinamento degli Assessorati Salute, Ambiente, Risorse Agricole e Lavoro, senza oneri di spesa, con un carattere consultivo e propositivo. Il Saral avrà anche il compito di pianificare le politiche di tutela degli animali ed interagirà con la commissione per i diritti degli animali”.

Presentata alla Regione Sicilia, a firma del deputato del PD Fabrizio Ferrandelli, una nuova dettagliata proposta di legge per la tutela degli animali da compagnia. Ce ne spiega alcuni punti il tecnico chiamato alla collaborazione nella stesura: Giovanni Giacobbe Giacobbe. Tra gli obiettivi di questo DDL: combattere il randagismo con strumenti coerenti con la realtà delle professionalità disponibili sul territorio , combattere il malcostume dei maltrattamenti (anche omissivi) e portare alla luce il sottobosco di una porzione dell’allevamento dei cani , che in Italia non ha nessun controllo . La legislazione attuale prevede che possano fregiarsi del titolo di allevatori professionisti coloro i quali allevino più di 30 cuccioli l’anno e posseggano più di 5 fattrici , ma al di sotto di questi numeri c’è un range di totale vuoto normativo entro cui chiunque può allevare come crede, all’insegna, troppo spesso, di un abusivismo che favorisce anche la selezione di cani fuori dalle garanzie del rispetto degli standard caratteriali. E’ anche la mancanza dei paletti dati da una adeguata professionalità nell’allevare, che può favorire la nascita di soggetti iperaggressivi o comunque con problemi comportamentali. Inoltre, proprio all’insegna di una miglior gestione dei “cani pericolosi” , il disegno di legge prevede di regolamentare anche la figura e le competenze dell’addestratore cinofilo e, se l’iter legislativo raggiungerà il suo fine, per proclamarsi “professionisti” non basterà più un qualsiasi diploma a pagamento, che consenta di improvvisarsi addestratori dall’oggi al domani. Il primo step per fregiarsi della qualifica di “addestratore professionale” per chi svolge già questo lavoro (ed essere di conseguenza iscritto ad un albo) sarà invece quello di dimostrare di esercitare la propria attività con partita IVA “reale” (il che taglia fuori tutte le forme associative che lavorino in regime di “porto franco fiscale”) e avere una regolare posizione previdenziale INPS. I futuri aspiranti addestratori , invece, dovranno frequentare un corso di formazione, con materie stabilite dalla regione stessa, da seguire in centri accreditati ed in regola con la contribuzione fiscale. In pratica: oltre la formazione teorica occorrerà almeno un anno di tirocinio ( 365 giorni !) presso un addestratore professionale già iscritto all’albo, per conseguire
questo titolo , per avere il quale sarà comunque condizione necessaria, l’apertura di una partita IVA. Se il progetto di legge regionale andrà a buon fine, l’esempio virtuoso della Sicilia diventerà un modello da esportare un po’ in tutta Italia.

 

 

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