SASSODISALE

Progetto Il cane Ďa livella da vivi

PREMESSA:

Per essere padroni di qualcosa nella vita occorre innanzi tutto divenire padroni di sé stessi.

Siamo tutti sociopatici, benché, per ciascuno, le molteplici variabili della trasversalità socioculturale dell'esistenza creino probabilmente un parametro così ampio da fare apparire “normali” quasi tutti, tranne i soggetti la cui sociopatia abbia un grado tale da divenire antisocialità.

La nostra visione del concetto di pet therapy, che propone programmi per l'introduzione graduale e sistematica di animali selezionati ed addestrati, nelle immediate vicinanze di un individuo o di gruppi di individui per scopi terapeutici, si origina dunque, in realtà, forse già nel solo possesso di un cane.

E questo vale per ciascuno di noi. Nella fattispecie questo percorso denominato pur ufficiosamente “doppio recupero” , ha consentito a noi di valutare quale mirabile “mediatore socioculturale” possa realmente divenire il cane, mediando tra se e il sé non meno che tra noi e gli altri, qualunque siano le differenze che intercorrano. Le differenze insomma come elemento di identità da rispettare, attraverso l’esempio del cane , essere vivente che diviene maestro di vita per l’uomo in quanto scevro da qualsiasi meccanismo di giudizio e per tanto di discriminazione.

La relazione interspecifica uomo animale si realizza coinvolgendo importanti canali della comunicazione, attraverso i quali può addirittura determinare benefici alla salute mentale e fisica dell'uomo. Coesistere con un animale può allora divenire in modi diversi, ma sempre attraverso una forma di comunicazione, un aiuto al nostro benessere mentale e fisico e può essere anche efficacemente utilizzata in situazioni di disordine neurologico e psichico.

Il progetto di “doppio recupero” è stato concepito per realizzare programmi di attività con l'ausilio di cani, tagliando trasversalmente tra il disagio sociale concretizzatosi negli errori di giovani finiti nel circuito penale minorile, e lo svantaggio sociale di quei giovani affetti da patologie che abbiano creato problemi cognitivo- intellettivo/relazionali.

“ Col cane nel mezzo a rendere il mondo tondo e non fatto di piani diversi.”

 

Tesi:

“ La sensazione dell'identità, dell'esistere, nasce dalla sensazione di contatto corporeo”
(LOWEN 1969)

La presenza di un animale favorisce l'acquisizione di un senso di responsabilità: un essere vivente che dipende dalle nostre cure per quasi tutte le funzioni vitali, esige una presa di coscienza dei nostri doveri.

L'animale può essere un efficace supporto alla crescita e alla maturazione dei bambini e degli adolescenti , e per lo stesso meccanismo può rappresentare anche nell'adulto, che ha perso fiducia in se stesso, uno stimolo valido per la riacquisizione di un'immagine positiva di sé e del proprio valore.

<< Di fronte al cane siamo tutti uguali e normodotati>>

Il cane riconosce la menomazione, la disabilità e la temporanea invalidità ma non vede l'handicap cioè non attribuisce a questi elementi alcuno svantaggio secondario o aggiunto; esattamente così come non attribuisce alcuna  connotazione socioculturale ad alcun uomo e per tanto non attribuisce alcuno svantaggio sociale ad alcuno ed in alcuna circostanza.

Il cane non è capace di inviarci segnali negativi di rifiuto, indifferenza, superiorità, diffidenza e pregiudizi facilmente rilevabili in coloro che si confrontino con le situazioni di svantaggio sociale.

Il cane è come una livella..

 

RISULTATI:

Ciò che è successo è stato il frutto di un miracolo umanitario concesso da Dio attraverso un Suo messo a quattro zampe. I ragazzi del circuito penale minorile, adeguatamente responsabilizzati dal lavoro di tutti gli operatori coinvolti, hanno compreso rapidamente l’importanza e la delicatezza del compito loro affidato, che si è concretizzato nel divenire addirittura “tutori” di ragazzi svantaggiati dalla vita e non dalle scelte errate. E lo hanno fatto nel migliore dei modi possibile. Con rispetto, responsabilità e dignità. Senza giudizio, senza mostrare mai alcuna riluttanza , senza essere schifiltosi in alcuna manifestazione, senza scadere mai nell’incuria o nella semplice distrazione, insomma con senso di responsabilità.

Dal canto loro i ragazzi dell’AFADI hanno, a mio giudizio, potuto gioire dell’immenso regalo dell’amicizia spensierata dei nostri inseparabili compagni a quattro zampe e dell’amichevole affettuosa abnegazione di giovani forse molto diversi da loro, ma in quei momenti così pari a loro , per mezzo del cane..

Dottoressa Rossana Ciulla Educatrice Professionale ed Educatrice Cinofila C.S.A.A. LEGAMBIENTE
Giovanni Giacobbe Giacobbe Istruttore cinofilo-operatore delle tecniche di modificazione comportamentale

Per maggiori informazioni:
Dott. Rossana Ciulla 338/9870304
Giovanni Giacobbe Giacobbe 328/3027158

 

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